SPECIALI

speciali Anziani: non lasciamoli soli!

archivio >>

FOCUS ON

focus on Tiroide: la nostra amica invisibile

archivio >>

Intervista a…

interviste La depressione nella terza età

archivio >>

TEST

test
Hai appena avuto un figlio e ti senti depressa?

archivio >>

L'ipertrofia prostatica

01/05/2004

Manifestazioni, implicazioni, suggerimenti su come prevenire l'ipertrofia prostatica

L'aumento di volume della prostata, in linguaggio medico "ipertrofia prostatica benigna", è un problema estremamente diffuso: si stima infatti che ne soffra il 50 per cento degli uomini al di sopra dei 60 anni e che tale percentuale superi il 90 per cento dopo gli 80 anni. Per certi aspetti, quindi, l'ipertrofia prostatica può essere interpretata come una tappa più o meno obbligata della vita di ogni uomo, con sintomi per lo più soggettivi e condizionati dall'impatto che il problema può avere sulla vita quotidiana e sulla sfera psicologica.

Le cause
La principale causa favorente l'aumento di volume della prostata è attribuita agli ormoni maschili: già a partire dai 30 anni d'età, infatti, gli androgeni determinano un progressivo aumento di volume della ghiandola. L'ipotesi più accreditata chiama in causa uno squilibrio tra i vari fattori di crescita a cui il tessuto prostatico è sensibile, al quale conseguirebbe la formazione di uno o più micronoduli, destinati ad accrescersi autonomamente. Non sono chiare né tantomeno documentate invece altre possibili influenze da parte dell'ambiente (inquinanti, composti tossici), dello stile di vita (alimentazione, fumo, alcol, astinenza sessuale), della condizione socioeconomica e di altre malattie quali diabete, ipertensione e cirrosi epatica.

Le conseguenze
L'aumento di volume della prostata determina una compressione ed uno stiramento del condotto uretrale, da cui essa è attraversata, causando così un'ostruzione "meccanica" al flusso dell'urina. L'alterazione del controllo esercitato dal sistema nervoso autonomo sulla contrazione della muscolatura della vescica, dovuta a fenomeni infiammatori, è invece responsabile della cosiddetta ostruzione "dinamica". Queste due componenti possono essere presenti in misura diversa ma sono entrambe responsabili del grado di ostruzione globale, e quindi della difficoltà a urinare, che non è strettamente correlata con le dimensioni della ghiandola.

I disturbi
L'aumento di volume della prostata causa alcuni sintomi che tendono a persistere nel tempo e vengono classicamente peggiorati dall'esposizione al freddo. I disturbi più frequenti sono:

  • esitazione e difficoltà alla minzione (disuria), soprattutto nel suo momento iniziale, a fronte peraltro di uno stimolo urinario impellente (minzione imperiosa)
  • riduzione della forza del getto urinario, valutabile mediante opportune indagini strumentali prescritte dal medico di famiglia; al termine della minzione persiste inoltre un fastidioso gocciolamento di urina;
  • bisogno di urinare spesso (pollachiuria) sia durante il giorno che di notte (nicturia)
  • sensazione di incompleto svuotamento della vescica (ritenzione)

Le complicanze
Il ristagno di urina in vescica è la principale condizione predisponente alla comparsa di un'infezione urinaria, in particolare della vescica (cistite). Dolore e bruciore alla minzione nonché accentuazione dello stimolo a svuotare la vescica sono i sintomi più frequenti che giustificano tale sospetto. In alcuni casi si possono osservare un cambiamento del colore o dell'odore delle urine o la presenza in esse di tracce di sangue (ematuria).

L'evoluzione
I sintomi ed i reperti oggettivi progrediscono costantemente, anche se non in modo lineare, per cui periodi di remissione possono alternarsi a periodi di riacutizzazione. Non è rara inoltre la ripercussioni di tali disturbi sulla sfera sessuale, che possono riconoscere una genesi psicologica (ansia e preoccupazione per la propria performance sessuale) o essere secondarie ad alterazioni anatomiche e funzionali locali. Le disfunzioni sessuali di più frequente riscontro sono una ridotta capacità di erezione, un minor interesse all'attività sessuale, eiaculazione precoce e presenza di sangue nel liquido seminale (emospermia).

La terapia
A seconda dei casi l'approccio può basarsi su farmaci oppure su un intervento chirurgico. Per quanto riguarda in particolare i primi, fino a qualche tempo fa era possibile soltanto migliorare alcuni sintomi della malattia senza però modificarne in maniera significativa l'evoluzione. Attualmente l'interesse si rivolge principalmente a due classi di farmaci in grado di controllare i sintomi dell'ipertrofia prostatica benigna:

  1. gli inibitori della 5alfa-reduttasi, come la finasteride, che intervenendo sui meccanismi di crescita della ghiandola (bloccano infatti la trasformazione del testosterone nella sua forma più attiva e responsabile dell'aumento della ghiandola);
  2. gli alfa1-antagonisti (alfuzosina, tamsulosina, terazosina), che intervengono sulla componente dinamica dell'ostruzione promuovendo il rilasciamento della muscolatura liscia del collo vescicale e della prostata e migliorando così il flusso urinario in tempi rapidi e in modo apprezzabile.

Suggerimenti di prevenzione
Più che all'ipertrofia della prostata, legata a una varietà di fattori individuali, è importante la prevenzione delle infezioni urinarie, che talvolta rappresentano addirittura la prima manifestazione del problema. Ecco qualche consiglio per prevenirle:

  1. bere una quantità adeguata di liquidi durante il giorno (1, 5-2 litri circa), variabile in base all'attività fisica e alla temperatura ambientale, in modo da urinare 4 o 5 volte al giorno a intervalli regolari; malgrado i disturbi a carico della minzione, infatti, la maggior produzione di urine facilita la "diluizione" e l'eliminazione dei batteri presenti in vescica
  2. urinare spesso e cercare con pazienza di eliminare la maggior quantità di urina possibile
  3. imporsi di urinare dopo un rapporto sessuale e osservare un'igiene scrupolosa a livello genitale
  4. praticare, nei limiti delle proprie capacità, attività fisica
  5. prevenire la stitichezza mediante un'alimentazione ricca di fibre: l'apporto consigliato di fibre è di 30 grammi al giorno, pari a un piatto abbondante di verdura fresca. In alternativa si possono assumere con regolarità opportuni integratori a base di fibre indigeribili.

archivio >>