Le estati sempre più calde e afose mettono gli anziani in condizioni critiche: i dati ci dicono che in questo periodo sono molte le persone sopra i 70 anni a essere ricoverate per problemi di disidratazione.
L’equilibrio fra i liquidi assunti durante una giornata e quelli persi attraverso sudore, urine, feci, polmoni fa sì che un individuo mantenga un’idratazione normale. Con il caldo il nostro fisico cerca di autoregolarsi diminuendo la perdita renale (si urina di meno) visto l’aumento delle perdite cutanee e polmonari. Può però accadere che questa regolazione - a causa del grado di umidità, dell’esercizio fisico, della ventilazione dell’ambiente ecc. – non riesca, oltre a un certo punto, ad avvenire: in questi casi si può andare incontro, anche in modo estremamente rapido, a uno stato di disidratazione.
Nelle persone anziane ciò è abbastanza frequente proprio per via dell’invecchiamento:
- il riflesso della sete è ridotto,
- molte persone non sono in grado di assumere autonomamente cibo e liquidi necessari
- l’assunzione di alcuni farmaci, diuretici ad esempio, utilizzati per il trattamento di ipertensione e scompensi cardiaci provocano oltre alla perdita di liquidi anche quella di potassio
- in ambienti molto ventilati l’evaporazione cutanea è accentuata
Per far fronte a tutte queste specificità è bene che le persone anziane durante il periodo estivo siano particolarmente “curate” sia sotto l’aspetto dell’alimentazione sia per quanto riguarda il loro “stare” in generale.
E’ ad esempio assai importante che gli abiti siano adeguati alla situazione climatica, quindi leggeri, traspiranti e in fibre naturali; così come è importante che la persona soggiorni in un ambiente fresco – sia a casa sia nei luoghi di cura – con un condizionamento moderato per non esporla a brusche variazioni di temperatura. Per attenuare la sensazione di caldo percepito, possono in parte giovare anche i deumidificatori e i ventilatori elettrici, questi ultimi tenuti però a debita distanza dal corpo.
Per quanto riguarda l’alimentazione questa dovrà consistere in pasti frequenti, poco abbondanti, non pesanti e ricchi di verdura e frutta; è opportuno aumentare i cibi liquidi, come minestrine e minestroni tiepidi. A meno che non ci siano controindicazioni, durante il periodo estivo potrebbe essere opportuno utilizzare un po’ più di sale (ma è bene sentire prima il parere del medico). Frazionare i pasti significa fare piccoli spuntini a metà mattina e a metà pomeriggio preferibilmente a base di spremute, succhi di frutta, tè, yogurt, frullati. Anche i gelati, con il caldo possono rappresentare un cibo valido, fresco e nutriente. Da eliminare invece alimenti piccanti, grassi ed elaborati, oltre ad alcolici e superalcolici.
Nell’intervallo fra i pasti l’assunzione di liquidi deve essere controllata, specie per quegli anziani che non sono in grado di gestirsi autonomamente; la dose consigliata si aggira fra il litro e mezzo e i due litri al giorno. E’ inoltre importante che, prima del riposo notturno, si assuma una buona quantità di acqua per garantire l’idratazione durante le ore di sonno.
Ricordiamo che la disidratazione, una volta instauratasi, diventa un problema clinico assai rilevante che può necessitare l’ospedalizzazione e, sempre l’intervento di un medico che provvederà all’idratazione attraverso flebo. Quindi è bene prevenire, con un po’ di attenzione e cura, l’insorgere di un problema che potrebbe comportare un trattamento disagevole.