Home > Donna > Salute e benessere > Sindrome dell’ovaio micropolicistico
donna
Donna
Sindrome dell’ovaio micropolicistico
Il 5-10% delle donne in età fertile soffrono di questa disfunzione ormonale, spesso senza neanche saperlo. Impariamo a riconoscerne le caratteristiche.
12/05/2011

 Stime approssimative suggeriscono che fra il 5 e il 10% delle donne fra i 18 e i 44 anni sono affette da ovaio micropolicistico, una disfunzione ormonale cronica, caratterizzata da un eccesso di androgeni e dalla riduzione o dall’assenza della capacità ovulatoria dell’ovaio.

Le cause sono ancora poco conosciute, ma si presume che siano coesistenti diversi fattori, genetici, ambientali, di struttura dell’utero. Si pensa che anche una familiarità con diabete di tipo II, non insulino-dipendente, e una calvizie precoce negli uomini della famiglia possano essere predisponenti a questa patologia.

La maggior parte delle donne che presenta questa patologia, non sa di soffrirne.

 Le caratteristiche principali sono:

  • irregolarità mestruali (solo una piccola percentuale di esse sono comunque da attribuire all’ovaio policistico)
  • acne (anche per questa dermatosi non tutti i casi sono da attribuire a questa patologia bensì a fattori cutanei)
  • irsutismo (nelle donne più giovani)
  • ipertensione (nelle donne più in là con gli anni)
  • sovrappeso
  • aborto spontaneo ricorrente

Un’ecografia pelvica e mirati dosaggi ormonali possono stabilire con esattezza la diagnosi. La terapia consiste principalmente nella correzione dell’iperandrogenismo e, in molti casi, viene effettuata scegliendo come progestinico una specifica pillola contraccettiva. Detto questo, non sempre risulta indispensabile il trattamento poiché dipende dall’entità della micropolicistosi ovarica, che in parecchi casi si manifesta solo con qualche irregolarità del ciclo, con mestruazioni scarse e con una certa difficoltà a rimanere incinta.

Spesso, infatti, con il progredire dell’età, si assiste a una diminuzione del problema e a uno spontaneo e graduale miglioramento. In questi casi per ripristinare la regolarità del ciclo mestruale diventa superfluo somministrare la pillola, che ha senso solo se contemporaneamente va a coprire la sua esigenza primaria, quella cioè di contraccettivo.

Diverso invece il caso di donne che cercano una gravidanza e, a causa di questa patologia, non riescono a rimanere incinte; in questa eventualità il medico effettuerà trattamenti a cicli con farmaci induttori dell’ovulazione. Rispetto a questa scelta è indispensabile tenere sotto stretto controllo l’andamento della terapia, per correggerla, in modo da evitare l’attività opposta dell’ovaio, vale a dire l’iperstimolazione, con ovulazioni multiple e un’alta probabilità di gravidanze gemellari o plurigemellari.

Va ricordato che di fronte a sintomatologie di questo tipo è bene rivolgersi, fin da subito – quindi molto spesso in età adolescenziale – al ginecologo, al fine di affrontare per tempo i vari problemi che la patologia dell’ovaio micropolicistico comporta.


archivio >>
Iscriviti alla newsletter

Interviste esclusive

Interviste esclusive
Intervista a Alessandro Tappa, Presidente della ONLUS “Sport senza frontiere”, ripercorrendo i primi passi dell’associazione fino al progetto permanente che promuove coesione sociale, solidarietà ed educa alla consapevolezza “i cittadini del futuro”.
 
>> Archivio
Ultimo aggiornamento:
24 marzo 2014