“Com’è pallido! Non sarà anemico?”: Una domanda che ricorre da generazioni sulla bocca di mamme e nonne quando il piccolo presenta un pallore eccessivo e ciò indica un sintomo di una delle patologie più diffuse, l’anemia.
Protagonista delle anemie (non ce n’è una sola, ma, come vedremo, diverse) è l’emoglobina, la sostanza che si trova nei globuli rossi e che conferisce al sangue il suo colore rosso rubino. Il compito dei globuli rossi è quello di trasportare l’ossigeno dai polmoni al resto dell’organismo e, per far questo, si utilizza infatti l’emoglobina. Quest’ultima, per legare a sé l’ossigeno, ha bisogno del ferro che, se viene a mancare o a diminuire, crea problemi all’ossigenazione delle cellule del corpo. La diagnosi di anemia viene formulata quando la quantità di emoglobina scende al di sotto di 13 g/dl nell'uomo e di 12 g/dl nella donna. Il corpo produce troppo pochi globuli rossi sani, ne perde troppi o li distrugge in numero maggiore rispetto a quanti ne produce.
L’anemia può essere leggera o acuta, cronica o passeggera, genetica o causata da una carenza di ferro o vitamine oppure da perdite di sangue (è frequente nelle adolescenti durante le prime mestruazioni, se il flusso è abbondante) o da malattie croniche. E’ facilmente diagnosticabile, basta infatti un semplice esame del sangue (emocromo), mentre è più difficile definire esattamente di quale tipo di anemia si tratta.
Spesso i bambini non riescono a mantenere o a raggiungere un giusto equilibrio tra la quantità di ferro che l’organismo introduce attraverso il cibo e quello di cui si ha bisogno durante la crescita. Ciò accade specialmente nei primi mesi di vita, quando l’alimentazione è prevalentemente a base di latte. Non si tratta di una vera e propria anemia, ma solo di una minor quantità di emoglobina e ferro che dovrebbe tendere a scomparire spontaneamente con il tempo, quando l’alimentazione diventerà più ricca.
I sintomi
Oltre al pallore (e alla diminuzione del colorito rosa delle labbra e delle gengive) gli altri sintomi sono:
- debolezza (è, non a caso, chiamata anche la malattia del “sangue stanco”)
- irritabilità e difficoltà a concentrarsi
- piedi e/o mani spesso fredde, e/o formicolio
- capogiri e ronzii alle orecchie
- accelerazione del battito cardiaco a seguito di leggeri sforzi (nei casi gravi)
- respiro affannoso a seguito di leggeri sforzi (nei casi gravi)
I vari tipi di anemia
Da carenza di ferro
Per produrre la giusta quantità di emoglobina il midollo osseo ha bisogno di ferro che si introduce tramite l’alimentazione: un basso livello di questo minerale causa anemia. Gli alimenti ricchi di ferro sono soprattutto: il fegato (di manzo, maiale, cavallo), la carne (soprattutto rossa), i legumi e il tuorlo delle uova.
Anemia da deficienza di vitamine
Altro elemento importante per la produzione di globuli rossi sani è la presenza di acido folico e di vitamina B12. Anche qui si tratta di avere una dieta ricca per consentire all’organismo di assorbirne la quantità necessaria. In alcuni casi può essere presente una difficoltà di assorbimento di questo tipo di nutrienti, specie in presenza di anemia perniciosa. La vitamina B12 si trova nel fegato e nel rognone, nel pesce, nella carne rossa e nei formaggi. L’acido folico si trova nel fegato, in alcune verdure a foglia verde (spinaci, asparagi, broccoli, lattuga), nelle arance, nei limoni, nei kiwi e nelle fragole, nei legumi e nei cereali.
Anemia da malattie croniche
E’ difficile che si presenti nei bambini ed è causata da infiammazioni croniche (epatite, problemi renali, cancro e Aids). Può essere causata anche da malattie intestinali, che provocano un malassorbimento delle sostanze nutritive, come ad esempio in caso di celiachia (intolleranza al glutine)
Anemia emolitica
E’ caratterizzata dalla distruzione veloce dei globuli rossi tanto da non permettere al midollo di rimpiazzarli. Poco comune nei bambini.
Anemia aplastica
E’ la più grave ed è causata dalla limitata capacità del midollo di produrre i globuli rossi, i globuli bianchi e le piastrine. Fortunatamente è poco comune, ma può essere scatenata anche dalla reazione ad alcuni tipi di farmaci.
Anemia mediterranea o talassemia
E’ una malattia congenita ereditaria assai comune nel nostro paese caratterizzata da una produzione irregolare di emoglobina. Esistono due tipi di talassemia: la ´minor´ (si è portatori sani, non ci sono sintomi e non costituisce alcun rischio se non quando si decide di avere un figlio: nel caso si trovi un partner anch’egli portatore sano, le probabilità di avere un bambino malato è del 50%) e la ´maior´ (la malattia è conclamata e non esiste altra forma di cura se non trasfusioni di sangue e trapianto di midollo; è una malattia che può essere ormai facilmente diagnosticabile anche in fase prenatale)