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I disordini del ciclo mestruale
Le irregolarità mestruali nelle giovani adolescenti è più comune di quel che si pensa. Conoscerle è il primo passo per affrontarle
02/08/2010

Il ciclo mestruale, vale a dire il periodo che intercorre fra una mestruazione e un’altra, è determinato dall’interazione ritmica di tre importanti strutture: l’ipotalamo che secerne le gonadotropine (GnRH), l’ipofisi, che secerne le gonadotropine FSH e LH), e le ovaie, che producono ormoni (in particolare l’estradiolo e il progesterone) e dove avviene la maturazione dell’ovulo.
Si tratta di un delicato equilibrio che, in condizioni ottimali, provoca un intervallo che oscilla fra i 28 e i 35 giorni, una durata del flusso mestruale di 2 ai 7 giorni e che varia fra i 25 e i 69 ml.

L’irregolarità del ciclo mestruale nei primi due anni riguarda circa il 60% delle adolescenti che tendono a regolarizzarsi nel 2° e 3° anno dopo il menarca. Ciò è, nella stragrande maggioranza dei casi dovuto, al non ancora completo sviluppo follicolare e del meccanismo ovulatorio. Va anche ricordato che, nei primi due anni, il 55-80% dei cicli mestruali sono anovulatori.

Vediamo quali sono le principali irregolarità del flusso mestruale nelle adolescenti.

  • amenorrea: è l’assenza del flusso mestruale. Può essere primaria, vale a dire caratterizzata dalla mancata comparsa del flusso mestruale dopo i 14-16 anni, oppure secondaria, vale a dire caratterizzata dalla mancanza del flusso dopo 3 cicli mestruali o dopo 6 mesi di mestruazioni normali. Nel primo caso è causata nel 60% dei casi da malformazioni congenite agli organi genitali e nel 40% a endocrinopatie, quali ad esempio una pubertà ritardata. L’amenorrea può avere svariate cause: patologie uterine o ovariche, sindrome dell’ovaio policistico, iperprolattinemia, disfunzioni della tiroide, disturbi del comportamento alimentare (anoressia, bulimia ecc.), intenso esercizio fisico, tumori. L’amenorrea secondaria – più comune rispetto alla primaria – ha come cause: sindrome dell’ovaio policistico, disturbi alimentari (anoressia, bulimia ecc.), assunzione di farmaci (tranquillanti, antidepressivi ecc.), stress emotivo, intenso esercizio fisico, patologie ovariche e uterine, endometriosi.
  • oligomenorrea: è un ciclo in cui l’intervallo fra due mestruazioni è superiore a 35 giorni e inferiore a 180; questo disturbo interessa il 25% delle adolescenti nel primo anno dopo il menarca e il 20% nel secondo anno. Le cause più frequenti sono dovute a incompleto sviluppo con immaturità del sistema ovarico nel suo complesso. Nei casi in cui è associata ad acne, seborrea o irsutismo può essere riconducibile alla sindrome dell’ovaio policistico; in altri casi a condizioni di stress fisico (attività agonistica ad esempio) o psicologico.
  • sanguinamento uterino anomalo: si definiscono così perdite ematiche anomale come frequenza, intensità e durata. Possono essere mestruazioni più lunghe rispetto al ciclo normale (menorragia), oppure sanguinamenti fra una mestruazione e l’altra (metrorragia) o sanguinamenti intensi e prolungati che si verificano a intervalli irregolari e frequenti (meno-metrorragia).
  • sindrome premestruale: caratterizzata da sintomi fisici e psichici si manifesta durante il periodo del ciclo e interessa il 20% delle donne. Può essere limitata a pochi giorni oppure riguardare tutto il periodo del ciclo oppure interessare anche qualche giorno prima della comparsa delle mestruazione e qualche giorno dopo la loro scomparsa. E’ caratterizzata da: irritabilità, alterazioni del tono dell’umore, crisi di pianto, insonnia, difficoltà alla concentrazione, tensione mammaria, sensazione di gonfiore addominale, cefalea, palpitazioni ecc. La causa di questi disturbi non è ancora stata identificata e la loro comparsa sembra essere associata a svariate motivazioni, da un alterato rapporto fra estrogeni e progesterone o della sintesi delle prostaglandine,  a un eccessiva produzione di prolattina o degli ormoni regolatori del ciclo. Non esistono test diagnostici specifici per la sindrome premestruale. La terapia consiste nell’utilizzo di analgesici e nell’eliminazione di caffè, alcolici e tè; può giovare una integrazione di magnesio, elemento talora carente in questi soggetti.
  • dismenorrea: è definita tale una mestruazione dolorosa caratterizzata da dolori all’addome e alla regione pelvica. Interessa, in una misura che oscilla fra il 40 e il 70%, le ragazze di età compresa fra i 12 e i 17 anni e nel 15-20% dei casi è così intensa da provocare assenze da scuola o dal lavoro. Il dolore può essere di diversa natura: sotto forma di crampi o di dolore diffuso a raggiera che si diffonde all’inguine, al fondo schiena e agli arti inferiori. In molti casi si associa a nausea, cefalea, astenia, alterazioni dell’umore, perdita dell’appetito: Nella stragrande maggioranza dei casi (98%) le adolescenti non ricorrono al consiglio del medico, ma attuano comportamenti quali riposo e utilizzo di analgesici. Viene distinta in forma primaria (il dolore insorge poco prima dell’arrivo del flusso, raggiunse l’intensità maggiore nell’arco delle 24 ore e dura un paio di giorni) e in forma secondaria – meno comune – e causata in genere da endometriosi, nonché patologie della cervice o dell’utero o urinarie e ovariche. Di fronte a casi persistenti di dismenorrea è bene ricorrere ad approfondimenti per valutare l’ipotesi della dismenorrea secondaria e, una volta esclusa questa, intervenire con FANS (antinfiammatori non steroidei quali ibuprofene, naprossene, ketoprofene) oppure iniziare una terapia ormonale con pillola a base di estrogeni o, nei casi più severi, pillola a base di progestinico.

In ogni caso, di fronte ad irregolarità e disturbi legati al ciclo mestruale è indispensabile che la ragazza consulti un ginecologo o sia indirizzata a un consultorio, per valutare, attraverso una visita ginecologica ed eventuali approfondimenti (analisi del sangue, ecografia ecc.) la natura del disturbo. E’ assolutamente da evitare un comportamento di “imitazione” di quanto fa un’amica o da consigli di madri e nonne, in quanto ogni caso ha una sua storia e una propria origine e, di conseguenza, una sua terapia.


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