Sta cambiando il contesto della vita familiare di bambini e ragazzi: tra il ’98 e il 2011 aumentano i minori senza fratelli (dal 24% al 28%), diminuiscono quelli con 2 o più fratelli (dal 23% al 21%) e restano stabili coloro che hanno un solo fratello (53%).
Si profila inoltre un nuovo tipo di famiglia: il numero di minori che vivono con un solo genitore raddoppia passando dal 6 al 12% e, nello stesso periodo diminuisce dal 40,5 al 28,7% la percentuale di minori con padre che lavora e madre casalinga. Sono dunque di più i minori con entrambi i genitori lavoratori rispetto a quelli con madre casalinga.
A fare il quadro della società che cambia è l’Istat nell’Indagine multiscopo sugli “Aspetti della vita quotidiana” del 2011, realizzata in collaborazione fra l’Istituto nazionale di statistica e il Ministero del lavoro e delle politiche sociali. Il campione era formato da 20mila famiglie per un totale di circa 48mila individui. Le famiglie intervistate con minori - con la rilevazione condotta nel 2011 con la tecnica di intervista “faccia a faccia” – sono state 5.066 per un totale di 7,880 bambini e ragazzi compresi fra 0 e 17 anni.
Rispetto al 1998 cresce la quota di bambini da 3 a 10 anni che giocano con i genitori, in particolar modo nei giorni festivi: il 65% gioca con la mamma, il 61% con il padre; spesso giocano anche con nonni, parenti e amici, mentre è minima la percentuale di bambini che vengono lasciati a giocare da soli.
Nella fascia d’età fra i 3 e i 5 anni i giochi “tradizionali” vanno ancora per la maggiore: l’86,4% delle femmine preferisce giocare con le bambole e il 77,4% dei maschi con automobiline, trenini o similari. Fra i 6 e i 10 anni il 74,2% dei maschi sceglie il pallone, e al secondo posto i videogiochi (scelti dal 65,8%), mentre le femmine prediligono il disegno (77,7%) e le bambole (67,6%).
L’utilizzo di Internet e dei videogiochi è aumentato notevolmente in questi ultimi anni; fra i 6 e i 17 anni si passa dal 34,3% nel ’98 al 64,3 % nel 2011 e addirittura, nella fascia 11-17 anni salgono dal 47,0% all’82,7%. Anche tra i più piccoli (3-5 anni) l’uso di computer e videogiochi è aumentato passando dal 19,6% al 24,1% per i maschi e dal 6,7% al 15,9% per le femmine.
I ragazzi crescono anche dal punto di vista culturale anche se permangono forti differenze geografiche fra Nord e Sud. Aumenta la percentuale di ragazzi fra i 6 e i 17 anni che vanno a teatro (dal19,9% al 31,6%), al cinema (dal 69,2% all’80,2%), a concerti di musica classica (dal 5,7 al 7,9%), a spettacoli sportivi (dal 38,7 al 42,1%), che leggono libri (dal 51,6 al 56,9%).
Dall’Indagine Istat emerge che la crisi si fa sentire anche sulle tasche dei più giovani; diminuisce infatti la quota dei ragazzi fra i 6 e i 17 anni che riceve regolarmente la “paghetta” in modo regolare (dal 35,1 al 25,6%), con una diminuzione più forte fra il 2008 e il 2011. Ad aumentare in modo consistente è la quota di coloro che non ricevono mai denaro dai genitori: dal 30,2% del ’98 al 37,4 del 2011.
Ragazzi e bambini sono sempre più coinvolti nei lavoretti di casa (rifarsi il letto, riordinare le proprie cose, badare ai fratelli più piccoli ecc.); il 92% dei ragazzi fra gli 11 e i 17 anni è coinvolto in almeno una di queste attività di collaborazione.
Anche rispetto all’autonomia la situazione si è modificata; nel 2011 il 36% di bambini e ragazzi compresi fra i 6 e i 17 anni dispone delle chiavi di casa (nel ’98 era il 37,8%). Questa quota aumenta con l’aumentare dell’età: ne dispone l’83,9% dei ragazzi fra i 14 e i 17 anni. La disponibilità delle chiavi è maggiore in chi risiede al nord (in particolare nel nord-est): tra questi il 41,1% dispone delle chiavi a fronte del 28,9% dei ragazzi residenti al sud.
Fonte: Istat, Indagine multiscopo sulle famiglie-Aspetti della vita quotidiana - 2011