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Ipertrofia prostatica
I sintomi e le analisi cliniche utili per la prevenzione e la diagnosi
01/09/2004

La si può definire una classica patologia maschile della terza età; l'ipertrofia prostatica benigna (o adenoma prostatico) infatti, si manifesta dopo i 50 anni, oltre questa età si calcola che si presenti nel 70% degli uomini e nell'80% dopo gli 80. La prostata, una ghiandola a forma di castagna del peso di circa 20 grammi, è situata sotto la vescica maschile e ha, come sue funzioni primarie la produzione del liquido seminale e quella di preservare la vitalità degli spermatozoi.

Le cause dell'ingrossamento della prostata non sono certe, ma, visto che si presenta quasi esclusivamente in età avanzata, si presume che ne sia responsabile l'accresciuto tasso di estrogeni, che contraddistingue l'uomo ad una certa età. La parte muscolare dell'organo è infatti densamente dotata di un elevato numero di recettori per gli estrogeni.
L'ipertrofia prostatica benigna ha una sintomatologia definita che è bene conoscere per poter tempestivamente intervenire rivolgendosi al proprio medico. Vediamo quali sono i principali segnali d'allarme:

Segnali d'allarme

  • Crescente difficoltà ad urinare
  • Diminuzione del getto urinario
  • Bisogno di urinare, soprattutto durante la notte
  • Difficoltà a trattenere l'urina con possibili perdite involontarie
  • Minzione intermittente cioè flusso di urina non continuo
  • Sensazione di non aver svuotato la vescica
  • Gocciolamento dopo la minzione

Sintomi semplici, che però molto spesso, proprio per la loro frequenza - se presi separatamente - non vengono colti dal paziente come preavvisi della malattia tanto che, molto spesso, l'ipertrofia prostatica viene scoperta occasionalmente dal medico che, nei pazienti maschi di età avanzata, si informa sui sintomi tipici, esamina la prostata o richiede esami specifici.
I principali esami utili per accertare le condizioni della prostata sono:

Esami diagnostici
PSA (antigene prostatico specifico) E' un esame del sangue che rileva le concentrazioni dell'antigene prostatico che, in caso di malattia, risultano aumentare decisamente
Esame delle urine Serve ad accertare la presenza di leucociti (i globuli bianchi che indicano la presenza di un'infezione) e di emazie (il sangue nelle urine)
Flussometria E' un esame che - attraverso l'utilizzo di uno specifico apparecchio, l'uroflussometro - valuta la forza e il volume del getto urinario; il paziente deve urinare in un recipiente collegato ad un microcomputer che stamperà un grafico con indicate tutte le caratteristiche del flusso urinario. Questo esame permette di precisare il grado di ostruzione che la ghiandola prostatica crea quando nel canale urinario passa l'urina.
Ecografia vescicale Puòà essere fatta sia per via sovrapubica che transrettale per osservare lo stato della vescica e della prostata. Viene effettuata con la vescica piena, poiché è solo in questo stato che è possibile studiare bene entrambi gli organi.
Mapping prostatico Consiste nel prelievo bioptico mirato (biopsia) al fine di poter rivelare la presenza di una situazione degenerativa (tumore maligno)

Sarà poi lo specialista, l'urologo, che valuterà quale tipo di terapia utilizzare:

  • La terapia farmacologica potrà essere a base di alfa-antagonisti (come tamsulosin, alfuzosina e terazosina che contribuiscono a rilassare i muscoli dell'uretra prostatica e della stessa prostata, favorendo così il passaggio dell'urina) o di inibitori della 5alfa-reduttasi (in particolare la finasteride che agisce arrestando la trasformazione del testosterone nella sua forma attiva, quella che stimola la crescita della prostata)
  • La terapia chirurgica (prostatectomia) comprende diverse tecniche (tra le quali l'endoscopia transuretrale, la meno invasiva) con l'obiettivo di rimuovere una parte o l'intera prostata.

Lasciando al chirurgo la decisione, possiamo infine ricordare che è possibile una prevenzione attuabile attraverso una dieta corretta. Alcuni studi in merito hanno stabilito che la dieta mediterranea offre elementi protettivi. Fra gli alimenti più pericolosi per la salute della prostata ci sono i grassi, in particolare di origine animale, mentre sembrano ridurre il rischio i vegetali (soprattutto crudi), la frutta, la soia, le fibre e la vitamina D. Inoltre è bene darsi alcune regole:

  • bere una quantità adeguata di liquidi durante il giorno (1,5-2 litri circa), variabile in base all'attività fisica e alla temperatura ambientale, in modo da urinare 4 o 5 volte al giorno a intervalli regolari; malgrado i disturbi a carico della minzione, infatti, la maggior produzione di urine facilita la «diluizione» e l'eliminazione dei batteri presenti in vescica;
  • urinare spesso e cercare con pazienza di eliminare la maggior quantità di urina possibile;
  • imporsi di urinare dopo un rapporto sessuale e osservare un'igiene scrupolosa a livello genitale;
  • praticare, nei limiti delle proprie capacità, attività fisica.

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Ultimo aggiornamento:
04 settembre 2014