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Mindfulness, la meditazione antistress
Fondata su ricerche scientifiche questo tipo di meditazione si pratica come metodo di trattamento del dolore sia fisico sia mentale, fino a diventare un vero e proprio stile di vita
21/12/2012

Mindfulness, ovvero consapevolezza. Si tratta di una pratica che, partendo dal concetto di “consapevolezza” del pensiero buddhista, viene proposta e utilizzata come medicina per guarire ferite e sofferenze legate al vivere quotidiano, dallo stress alle pressioni sociali, dai disagi lavorativi a quelli relazionali.
Non si tratta di qualcosa di esoterico, bensì di una forma di meditazione praticata a partire dagli anni ’70 e valutata in una serie di ricerche scientifiche censite dal sito PubMed (un archivio internazionale di studi biomedici) fin dal 1982. Jon Kabat-Zinn, direttore del Center for Mindfulness all’University of Massachussets Medical School e Saki Santorelli sono i padri occidentali di questa disciplina, che inizialmente fu applicata come metodo di trattamento del dolore.

“Consapevolezza, non come filosofia, bensì come modo di essere”: di essere cioè in relazione con il mondo circostante e con se stessi, accettando quello che c’è, dal disagio al dolore, alla sofferenza, al piacere, alla passione. Si tratta di un radicamento nel presente, nell’hic et nunc, senza proiezioni sul futuro e senza trovare sicurezze nel passato. Accettando se stessi, il proprio corpo con i suoi dolori e la propria mente con le sue sofferenze, si impara a vivere le esperienze che ci si pongono davanti ogni giorno. Imparando a fare i conti con la sofferenza interiore la si ridimensiona, la si riduce e, di conseguenza, si riduce il livello di stress.

Le strade che portano alla mindfulness si imparano attraverso un percorso, di cui esistono scuole anche in Italia: il programma MBSR, messo a punto dall’University of Massachussets Medical School e che si apprende con la pratica. Sono infatti previste lezioni di meditazione (due ore e mezza/tre una volta alla settimana per due mesi), oltre ad esercizi da praticare quotidianamente per almeno 45 minuti, nonché un giorno di ritiro alla sesta settimana.

A entrare in gioco è il corpo che con la pratica del body scan “emerge” e diventa qualcosa di cui occuparsi, da capire, conoscere e affrontare; ci sono poi le sensazioni che devono essere ascoltate sia con il corpo sia con la mente, lo stomaco, il cuore; infine le emozioni, piacevoli e spiacevoli, arrivano alla mente e da questa sono accolte, senza giudizio. La pratica con il corpo, le sensazioni e le emozioni sono le strade attraverso le quali si sviluppa la consapevolezza.

Una volta imparato con la pratica, questo percorso diventa uno stile di vita in grado di far fronte a stress, attacchi di panico, depressione, stati d’ansia offrendo una via naturale per prendersi cura di sé.

Negli Stati Uniti il metodo viene applicato anche all’attività clinica per curare non solo problematiche di tipo psicologico ma anche fisiche, come ad esempio l’ipertensione, la psoriasi, i disturbi alimentari, quelli dell’umore, l’insonnia, l’asma, le cefalee.

Uno strumento, quello della mindfulness che, come dice Jon Kabat-Zinn “serve per nutrire il terreno del nostro atteggiamento, affinché la pratica della consapevolezza possa crescere rigogliosa e fiorire, in quanto dobbiamo coltivare i seguenti atteggiamenti: non giudizio, pazienza, la mente principiante (essere disposti a guardare ogni cosa come se la vedessimo per la prima volta), fiducia, non cercare risultati, accettazione, lasciare andare, impegno nella pratica e visione di ciò che si desidera per se stessi”.

FONTI
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed
http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0889159112001894
http://www.mindfullivingprograms.com/whatMBSR.php
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/
www.ctsacentral.org/institution/university-massachusetts-medical-school-worcester


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