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Animali

La vista, il più usato dei sensi
Come per tutti gli animali, anche per i cani gli occhi sono fondamentali: sapersene prendere cura è importante per conservare intatta la vista
02/08/2010

Gli occhi sono, nei cani così come nelle persone e negli altri animali, un organo assai sensibile e hanno un’alta incidenza di malattie e disturbi collaterali che, in alcuni casi, possono essere anche gravi e portare alla cecità. Inoltre il muso dei cani, sempre a contatto con il terreno, espone gli occhi a continue sollecitazioni con agenti irritanti.

In molti casi però gli occhi possono mostrare una lieve alterazione e i proprietari possono cavarsela da soli tenendo sempre presente una regola importante: è bene non somministrare mai di propria iniziativa un collirio o una crema oftalmica all’animale senza aver consultato il veterinario, mentre si può, come primo soccorso, somministrare preparazioni vegetali (come il collirio alla camomilla) oppure sostituti lacrimali che, nei casi meno gravi, a volte riescono a risolvere il problema.

Ecco alcune delle manifestazioni che si possono verificare a carico degli occhi dei cani:

  • arrossamento senza lacrimazione: è la situazione più comune, causata dall’arrossamento della congiuntiva a contatto con agenti inquinanti particolarmente concentrati a livello del terreno dove il pulviscolo, e i gas dei tubi di scappamento delle auto sono elevati. In questi casi si può intervenire somministrando colliri a base di camomilla e pulendo frequentemente con una garza imbevuta in un infuso, sempre a base di camomilla, gli occhi e la congiuntiva.
  • arrossamento con lacrimazione: le lacrime non devono essere necessariamente un elemento preoccupante in quanto fungono da difesa dell’occhio e servono a tenerlo pulito oltre a favorire l’uscita di piccole particelle esterne che si possono depositare. Si può intervenire nello stesso modo di cui sopra, ma se il problema persiste è bene portare il cane dal veterinario per un controllo.
  • scolo oculare denso e giallo: la presenza di pus non va trascurata in quanto indica la presenza di un’infezione e deve essere trattata con colliri e pomate a base di antibiotici, somministrate più volte al giorno, e identificate dal veterinario sulla base del tipo di infezione. Quando la secrezione interessa anche la palpebra (che si ricopre di crosticine), l’occhio appare secco e l’animale tende a grattarsi con la zampa: può trattarsi di una cherato-congiuntivite, una delle malattie più frequenti nei cani, che richiede l’intervento del veterinario
  • arrossamento e gonfiore: quando si manifestano questi segni che possono portare anche alla completa chiusura dell’occhio, può trattarsi di una reazione causata da una lesione alla cornea. E’ bene verificare che sotto le palpebre non vi sia qualche elemento estraneo (peli o corpi estranei) e lavare l’occhio con soluzione fisiologica o infuso di camomilla. In questi casi è sempre bene portare il cane dal veterinario per verificare che la superficie corneale sia intatta; un trattamento inadeguato può portare il cane alla perdita della vista.
  • gonfiore, opacità, aumento di volume: sono questi i sintomi del glaucoma che, se non viene diagnosticato tempestivamente e trattato, porta all’irreversibile perdita della vista. In questi casi l’intervento del veterinario deve essere tempestivo.

Finora abbiamo parlato di sintomatologie evidenti all’occhio del proprietario, ma esistono alcune patologie assai diffuse che vengono evidenziate solo da un’accurata visita specialistica:

  • atrofia della retina: si tratta di una degenerazione progressiva della retina, nella maggioranza dei casi di tipo ereditario, che può portare alla cecità completa con il passare degli anni. Poiché ciò avviene senza dolore è difficile che il proprietario se ne accorga o che l’animale ne manifesti i sintomi se non quando il processo è già avanzato
  • cheratite: è un’infiammazione della cornea visibile anche dall’esterno con la comparsa di un piccolo punto bianco nell’occhio del cane: è indispensabile l’intervento diagnostico del veterinario
  • distrofia retinica progressiva e centrale: un processo degenerativo che colpisce la retina iniziando al suo centro e progredendo lentamente verso l’esterno compromettendo la visone centrale, ma lasciando quella periferica specie degli oggetti in movimento. Anche in questi casi è solo il veterinario che può effettuare una diagnosi
  • entropion: si ha quando il margine della palpebra (inferiore o superiore) si rivolge verso l’interno andando a scalfire la cornea ogni volta che si chiudono gli occhi. Si tratta di una malattia ereditaria che colpisce alcune razze (i San Bernardo ad esempio) e che si manifesta nei primi sei anni di vita dell’animale. Per risolverlo è necessario un  intervento chirurgico
  • ectropion: in questo caso la palpebra inferiore si rilassa e si rovescia verso l’esterno causando congiuntiviti croniche. Anche questa patologia è tipica di alcune razze (mastini, boxer, bulldog ecc.). nella maggior parte dei casi la situazione si riesce a tenere sotto controllo con un’accurata pulizia quotidiana e l’uso di colliri vegetali. Di fronte alla cronicizzazione è indispensabile interpellare il veterinario.
  • cataratta: si manifesta con l’opacità del cristallino e non comporta la perdita totale della vista. E’ una patologia tipica dell’età avanzata.
  • displasia della retina: è congenita e causa un anomalo sviluppo della retina. Viene diagnosticata dal veterinario quando l’animale è cucciolo (dopo i 2 mesi) e porta alla completa cecità.

Come ultima cosa vale la pena di ripetersi e raccomandare che di fronte a problemi e anomalie agli occhi è indispensabile intervenire tempestivamente per consentire, ad un organo importante e delicato come l’occhio, il recupero della sua funzione e/o il ripristino della sua integrità: quindi non fatevi scrupoli inutili, portate il vostro cane dal veterinario.


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