Si chiamano “handbag dogs” o “tea cup dogs”; sono i cosiddetti cani da borsetta e, più in generale cani di taglia “super mini” che sono diventati amici inseparabili di tante attrici e quindi, quasi “oggetti” di moda.
Sono animali che stanno più volentieri dentro apposite borsette accessoriate di tutto punto (dalla pelliccia riscaldante a un micro biberon con acqua rigorosamente filtrata) piuttosto che zampettare in spazi erbosi con i loro simili.
Le persone sono attratte da questi animali perché pensano che un cane di taglia “mini” comporti meno problemi di gestione; in realtà non è sempre così. Infatti, oltre ad avere le esigenze tipiche dei nostri amici a quattro zampe, gli handbag dogs mostrano spesso un carattere aggressivo, sviluppando un tale attaccamento al proprietario che diventano gelosi e quindi reattivi nei confronti di chi si avvicina.
Sulle riviste inglesi hanno fatto scalpore i casi di due “mini-cani”: Bobby, un chihuahua talmente possessivo nei confronti del proprietario che mordeva chiunque gli si avvicinasse – è stato portato a Battersea, rieducato e affidato a un’altra famiglia – e Princess Tamara, una yorkina a cui è stato dovuto insegnare a camminare perché per 4 anni era stata solo nella borsetta indossando abiti griffati per cani.
Trattati più come peluche che come animali, i tea cup dogs hanno un’esistenza tutt’altro che facile, perché poco naturale: viziati, trattati come soprammobili, coccolati come dei bimbi, non riescono a fare una vita “da cani” e molti di loro hanno davanti un destino davvero impietoso: molti di loro, dopo un primo momento di grande attaccamento da parte del padrone, vengono abbandonati al proprio destino.
A denunciare questo fenomeno è il Battersea Dogs and Cats Home, lo storico rifugio per animali abbandonati di Londra, che segnala un aumento del 40% nel numero dei micro- cagnolini diventati ospiti del canile nel 2011 e sfrattati dalle borsette griffate delle padrone.
Immaginiamoci quale può essere il trauma di uno di questi animali a contatto con la vita di un canile, sia pure di un buon livello qualitativo come può essere quello londinese.
Prima di acquistare un cane “mini” è quindi doveroso farsi un buon esame di coscienza e sapere che, nonostante le difficoltà di gestione siano oggettivamente minori (possono non essere portati fuori ma devono fare i loro bisogni su un terrazzino o in uno spazio a loro dedicato, ad esempio), restano pur sempre dei cani, bisognosi certo di attenzioni, ma solo di affetto e relazione reciproca, oltre che di essere trattati come i loro fratelli di taglia più grande.
Fonte
http://www.battersea.org.uk/