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Animali

La tosse: un sintomo che non va mai sottovalutato
I cani tossiscono raramente e lo fanno solo in presenza di un problema reale che può essere di origine respiratoria o anche cardiaca. Se il disturbo persiste meglio rivolgersi al veterinario
26/01/2012

Tossire, per un cane, non è una cosa ordinaria è quindi necessario prestare attenzione alla comparsa dei primi sintomi, per individuare l’origine del problema e intervenire adeguatamente.

Per valutare se si tratta di un colpo di tosse occasionale o causato da una reale infiammazione, potete far scorrere le dita sulla gola dell’animale: se la tosse ricomincia oppure se si manifesta sotto sforzo o in occasione di un repentino cambiamento di temperatura, potrebbe trattarsi di una tracheobronchite di origine infettiva.

Questa patologia è provocata da alcuni agenti virali e/o batterici che si trasmettono facilmente da animale a animale, entrando in contatto diretto con le secrezioni del cane ammalato. Se non insorgono reazioni particolari da parte del vostro cane, tipo febbre o inappetenza, la cosa si risolve abitualmente nel giro di una decina di giorni.
Se invece sorgono delle complicazioni - possibili soprattutto con i cuccioli – è consigliabile rivolgersi tempestivamente al proprio veterinario che, dopo un’accurata visita dell’animale, potrà prescrivere l’adeguata profilassi antibiotica per evitare il presentarsi di problematiche sistemiche anche gravi.

Per quanto riguarda il comportamento generale da assumere in caso di tosse, si deve basare come sempre sul buon senso: se vivete in città, va sicuramente fatta attenzione alla frequentazione delle aree dedicate ai cani. Accorgersi della tosse in altri soggetti o rendersi conto di scarsa pulizia, potrebbero già essere atti di consapevole prevenzione. La stessa cura va prestata all’alimentazione, da mantenersi il più possibile equilibrata, e vanno evitati sforzi fisici eccessivi per l’animale.
Queste regole rimangono valide anche per l’animale da lavoro o che risiede in aree di campagna: cercare di non farlo affaticare e di evitare di esporlo a temperature troppo rigide per lunghi periodi di tempo.

Diverse le azioni da intraprendere nel caso di allevamenti o canili, dove fondamentale resta  l’isolamento del soggetto malato, mentre una possibilità è anche l’utilizzo del vaccino. Oltre a quello iniettabile, esiste anche una forma endonasale, che risulta particolarmente efficace in quanto proteggere l’animale nel giro di tre giorni e rimane efficace per circa sette mesi.


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