Precoci, disincantati, sempre meno informati su contraccezione e protezione: è questo il ritratto del rapporto sugli adolescenti italiani e la sessualità disegnato dal XXV Congresso nazionale della Società Italiana di Andrologia, svoltosi nel 2009.
Gli adolescenti tendono a fare sesso sempre prima - attorno ai 14 anni - con conseguenze rilevanti che vanno dalla possibilità di gravidanze indesiderate, a comportamenti sessuali a rischio di malattie, all’insoddisfazione rispetto al rapporto con l’altro sesso.
Dal punto di vista biologico lo sviluppo fisico arriva prima, rispetto alle generazioni passate e, fra i 10 e i 12 anni, i ragazzi si trovano davanti a quei mutamenti corporei tipici dell’età adulta senza però che a questi corrisponda una maturità psicologica ed emotiva adeguata. In altre parole: dal punto di vista fisico sono pronti ad avere il primo rapporto sessuale, ma non lo sono a livello psicologico.
La ricerca della Società Italiana di Andrologia sottolinea che fra i maschi che fanno sesso precocemente, l’amore sembra essere quasi un optional; è importante farlo perché così si è considerati grandi.
Diverso è il discorso per le ragazze - una su cinque ha il primo rapporto a 14 anni – che invece associano al sesso l’amore (78%). I maschi sembrano essere più “tardoni” - quasi la metà ha il primo rapporto a 18 anni – e disincantati rispetto ai sentimenti – il 46% dei diciottenni considera meglio passare una notte con una velina piuttosto che con la propria fidanzata.
A tanta disinvoltura non sembra corrispondere un’adeguata consapevolezza dei rischi verso la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili e sulla contraccezione. Un ragazzo su tre non usa il preservativo e molte ragazze considerano di non dover usare il preservativo contemporaneamente alla pillola.
Secondo uno studio del Boston College sull’argomento il ruolo educativo della famiglia ha una forte influenza sulle scelte sessuali dei figli. I risultati della ricerca, condotta su 5.000 adolescenti americani, indicano sorprendentemente come unica soluzione al sesso precoce, una maggiore libertà e meno controllo da parte dei genitori. Sembra paradossale, ma i teenager che ricevono meno restrizioni, quelli che sono maggiormente responsabilizzati diventano più maturi e capaci di effettuare scelte autonome senza il bisogno di andare per forza contro le regole, imposte dagli adulti.
Il fascino del proibito e della trasgressione vengono alimentati da regole rigide, da atteggiamenti di controllo, da ansia e apprensione esagerate da parte dei genitori. Diventa dunque indispensabile creare attorno all’argomento sesso atteggiamenti informativi, normalità e sensazioni spontanee; parlare con i figli di quest’argomento e dar loro informazioni corrette è indispensabile per consentire un approccio consapevole alla sessualità.
Da uno studio condotto dall’Alan Guttmacher Institute si evidenzia inoltre la probabilità, per chi ha iniziato a praticare il sesso in età giovanissima, ad avere nella propria vita molti partner, a forzarli a fare sesso contro la propria volontà, ad avere rapporti frequenti, ad assumere alcol prima o durante l’atto sessuale.
Il sesso precoce indurrebbe quindi ad avere comportamenti a rischio, che potrebbero essere dannosi anche durante la vita adulta.