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Influenza

Le informazioni sotto indicate hanno carattere puramente divulgativo ed orientativo.
Non sostituiscono la consulenza medica.

Definizione, cause ed epidemiologia
Sono milioni le persone colpite ogni anno dall' influenza, che provoca vere e proprie epidemie, con inizio classicamente nel mese di dicembre e "ondate" successive fino a marzo-aprile. Ogni 20-25 anni circa, in particolare, l'influenza da luogo a una "pandemia" (cioè un interessamento complessivo di circa il 50% della popolazione mondiale). E' importante riconoscere subito e curare l'influenza nel modo giusto, perché, pur non essendo una malattia grave, se trascurata, potrebbe diventarla (v. possibili complicanze).
I virus influenzali sono una grande famiglia di virus all'interno dei quali di anno in anno si selezionano spontaneamente alcuni ceppi, identificati da un apposito comitato di esperti, che si riunisce nel mese di febbraio, ai fini della successiva produzione del vaccino. Per questa ragione la prevenzione dev'essere ripetuta in occasione di ogni stagione epidemica.

Manifestazioni
L'incubazione dura 1-3 giorni, trascorsa la quale compaiono:

  • un brusco innalzamento della febbre, oltre i 38°C, che permane per circa 3 giorni, accompagnata da brividi, sudorazione intensa e forti mal di testa
  • dolori muscolari, malessere diffuso, stanchezza e mancanza di appetito
  • disturbi respiratori, con raffreddore, tosse stizzosa e secca, mal di gola, difficoltà alla deglutizione, lacrimazione con fastidio alla luce (fotofobia) e abbassamento della voce.

Provvedimenti e possibilità di prevenzione
A prescindere dagli antivirali, che devono essere prescritti dal medico, la cura dell'influenza è prevalentemente sintomatica e si basa su tre cardini:

  • il controllo della febbre mediante antipiretici, tra i quali nei bambini è preferibile il paracetamolo. Obbligatorio, naturalmente, è il riposo a letto;
  • il mantenimento di un adeguato livello di idratazione: i soggetti con febbre più elevata possono infatti vomitare facilmente e alimentarsi poco;
  • l'umidificazione dell'ambiente mediante gli opportuni apparecchi: spesso le abitazioni sono surriscaldate e l'aria secca irrita le mucose e impedisce una normale detersione delle secrezioni. In alcuni casi, inoltre, potrebbe essere opportuna la somministrazione di fluidificanti, espettoranti o sedativi della tosse in rapporto all'entità e alle caratteristiche di tale disturbo.

L'influenza si autolimita, e cioè tende a risolversi spontaneamente in 3-5 giorni. Qualora i sintomi non dovessero mostrare cenni di miglioramento o scomparsa in questo periodo di tempo è necessario rivedere la diagnosi, come pure si impone cautela se il soggetto è affetto da altre malattie quali immunodeficienze, diabete, cardiopatie e così via. Un discorso a parte merita l'impiego degli antibiotici, che nell'influenza non solo è inutile, trattandosi di una malattia virale, ma anche controproducente: gli antibiotici, infatti, non prevengono le complicanze e, se utilizzati scorrettamente, possono favorire la selezione naturale di batteri ad essi resistenti, perdendo quindi la propria efficacia. Per quanto riguarda la prevenzione, la vaccinazione è indicata a tutti e in modo particolare alle categorie a rischio (soggetti con più di 64 anni, individui con malattie croniche debilitanti, bambini reumatici, personale sanitario). Comporta nei bambini due dosi di vaccino a distanza di almeno 4 settimane mentre negli adulti una dose unica, da ottobre a fine novembre.

Possibili complicanze
Nell'individuo sano l'influenza non è in genere pericolosa. Lo può diventare invece nei soggetti anziani affetti da malattie croniche (cardiopatie, diabete, immunodeficienze), nei quali possono manifestarsi complicanze anche gravi, quali polmonite, miocardite e pericardite ed encefalite. Questi soggetti, oltre a essere i migliori candidati per la vaccinazione, come già sottolineato, meritano un'assistenza particolarmente accurata.


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