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Trombosi venosa profonda: una malattia silenziosa ma da non sottovalutare
05/02/2010

L’ostruzione parziale o completa di una o più vene del circolo profondo degli arti inferiori (e/o delle vene della pelvi) oppure degli arti superiori, viene definita trombosi venosa profonda (TVP). Si tratta di una patologia frequente, così come l’embolia polmonare, che ne rappresenta la sua immediata e pericolosa conseguenza.

La trombosi venosa può presentarsi senza dare particolari preavvisi, anche se si verifica più frequentemente in soggetti geneticamente predisposti alla trombosi, che possono sviluppare la malattia anche in giovane età e senza importanti concause.
Esistono alcune condizioni “a rischio”: un grave trauma agli arti inferiori, dopo un intervento chirurgico, dopo una gravidanza, a seguito dell’assunzione della pillola anticoncezionale o in presenza di tumori.

Possiamo individuare delle macrocategorie nelle quali il rischio di TVP è più frequente:

  • sesso: le donne sono più colpite degli uomini sia a causa della gravidanza, sia per l’uso di contraccettivi, sia per la maggiore longevità
  • età: rara sotto i 40 anni, aumenta progressivamente a causa di modificazioni fisiopatologiche della parete venosa, della dilatazione delle vene superficiali e della perdita di efficienza del muscolo cardiaco
  • gruppo sanguigno: la statistica osserva che sono più a rischio i soggetti appartenenti al gruppo A mentre è più rara in quelli con gruppo sanguigno 0
  • peso: l’obesità limita l’attività fisica e ritarda, nei pazienti che hanno subito un intervento chirurgico, la mobilizzazione
  • allettamento: l’immobilità prolungata causa stasi nel ritorno venoso

Nella maggior parte dei casi la TVP colpisce gli arti inferiori e, quando è limitata alle vene del polpaccio, i sintomi si manifestano come tensione o dolore soprattutto quando si cammina. Se invece la trombosi interessa la vena poplitea si ha un evidente ingrossamento del polpaccio che può essere accompagnato da un arrossamento/cianosi della pelle e dal turgore delle vene. Se ad essere interessate sono i vasi al di sopra del ginocchio si nota un ingrossamento del polpaccio con dolore e un edema che può risalire anche lungo la coscia; in tutti questi casi la parte interessata diventa calda e i muscoli si induriscono. A questa sintomatologia locale si associa spesso febbre e aumento della frequenza cardiaca.

La conferma della diagnosi di TVP avviene mediante:

  • eco-doppler venoso: tecnica non dolorosa e non invasiva che consente la visualizzazione attraverso ultrasuoni della vena interessata dall’ostruzione e il grado di ostruzione del flusso sanguigno
  • flebografia: è un esame invasivo che consiste nell’introduzione di un catetere in una vena del dorso del piede attraverso il quale si inietta un mezzo di contrasto che consente di visualizzare tutto il reticolo di vene, da quelle della gamba e della coscia, alle vene iliache. Consente di individuare l’ostruzione in modo preciso e si rende necessaria quando ad essere interessata è la vena cava o quando l’eco-doppler non ha fatto sufficiente chiarezza.

Obiettivo della terapia è quello di ripristinare il circolo venoso profondo eliminando il trombo prima che questo comprometta il sistema valvolare, prevenendo l’embolia polmonare o altre complicanze.
Il trattamento è duplice: da un lato si agisce con farmaci anticoagulanti per evitare la produzione di trombi e dall’altro con la contenzione elastica si evita la sindrome post-flebitica, cioè la cronicizzazione dell’insufficienza venosa.
La contenzione elastica si ottiene con bende elastiche, da indossare prima di alzarsi dal letto al mattino e dopo aver drenato gli arti sollevandoli senza piegarli; in questo modo si riduce il gonfiore e si migliora la circolazione. Una volta che l’edema è ridotto, le bende possono essere sostituite con apposite calze elastiche che possono anche dover essere indossate in modo continuativo.

Così come per la maggior parte delle patologie, anche la TVP può essere prevenuta adottando alcuni comportamenti quali:

  • Indossare abiti e scarpe comodi
  • Durante la giornata, compiere frequenti movimenti con gli arti inferiori
  • Smettere di fumare
  • Fare regolare attività fisica ogni giorno
  • Non esporre le gambe al sole (o a fonti di calore quali stufa, caminetto ecc.) nelle ore più calde della giornata
  • Bere molto
  • Ridurre gli alcolici

La dieta deve inoltre prevedere cibi ricchi di fibra, sostituendo i cereali raffinati con quelli integrali, incrementando il pesce, le verdure e la frutta fresca di stagione.
 


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