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Punture d'insetti

Le informazioni sotto indicate hanno carattere puramente divulgativo ed orientativo.
Non sostituiscono la consulenza medica.

Definizione
La puntura di insetti come vespe, calabroni, api, zanzare, tafani, pulci o formiche può diventare pericolosa quando:

  • il soggetto è allergico alle sostanze contenute nel veleno iniettato;
  • la sede della puntura è il viso, la gola, la lingua, ecc.
  • il numero delle punture è elevato

Sintomi

  • Dolore pungente.
  • Prurito.
  • Arrossamento nella zona della puntura.
  • Talvolta bolle sierose.
  • Gonfiore.

Cosa fare
Le misure da prendere in questi casi sono:

  • Nel caso di pungiglione rimasto fisso nella cute, è necessario estrarlo con precauzione, facendo soprattutto attenzione a non spezzarlo.
  • Se la puntura provoca forti dolori, è possibile calmarli con impacchi di acqua fredda; utili anche le spugnature fredde con ammoniaca diluita.
  • È consigliabile la somministrazione di antistaminici per via orale (non locale, in quanto inutile) ed eventualmente l’applicazione di un cortisonico nella sede della puntura.
  • Nel caso in cui venga punta una persona allergica alla puntura di una determinata specie di insetti (cioè sensibilizzata al veleno a causa di un contatto pregresso e pertanto a rischio di sviluppare reazioni gravi in occasione di una nuova puntura), è consigliabile recarsi immediatamente in pronto soccorso, anche in assenza di sintomi o in presenza di disturbi apparentemente trascurabili.
  • Può essere utile l'applicazione di un laccio emostatico al di sopra del punto colpito, in modo da rallentare l'assorbimento e la diffusione del veleno. Il laccio comunque non deve essere tenuto per più di venti minuti.
  • Occorre rivolgersi al medico anche nel caso in cui il punto colpito dovesse gonfiarsi notevolmente.

Le punture o morsicature di ragni, millepiedi e tarantole debbono essere curate come quelle degli insetti.

Cosa non fare

  • Non tentare di estrarre il pungiglione delle api: è munito di uncini
  • Non bisogna assolutamente grattare la parte punta perché favorisce la diffusione del veleno nell'organismo.

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