Lo iodio, un sale minerale che, in diverse forme si trova in alcune acque minerali e in altre viene utilizzato come disinfettante, svolge un’importante azione preventiva nei confronti di alcune malattie dell’organismo, prime fra tutte quelle della tiroide.
In questa importante ghiandola endocrina si concentra infatti lo iodio che viene utilizzato per la produzione di due ormoni, la triidiotironina (T3) e la tiroxina o tetraiodiotironina (T4), necessari alla regolazione di alcune fondamentali funzioni metaboliche, tra cui lo sviluppo del sistema nervoso centrale e l’accrescimento corporeo.
La carenza di iodio è, secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, uno dei più gravi problemi di salute pubblica. Quando la tiroide non è in grado di produrre una quantità sufficiente di ormoni tiroidei questo può portare – a tutte le età – a manifestazioni chiamate, nel loro insieme, disturbi da carenza iodica. Queste sono più o meno importanti a seconda della gravità e del periodo della vita in cui si verificano.
La conseguenza più frequente della carenza di iodio è conosciuta come “gozzo” (in Italia ne soffrono circa 6 milioni di persone), vale a dire l’ingrossamento della ghiandola tiroidea che diventa più attiva nel tentativo di produrre una quantità di ormoni adeguata alle necessità dell’organismo. Se la carenza di iodio non è eccessiva e l’adattamento della ghiandola ha successo, la persona non andrà incontro a grosse problematiche, se al contrario la carenza non verrà riequilibrata, i danni possono essere rilevanti.
Il gozzo è certamente la manifestazione più frequente della carenza di iodio, ma non la più grave in quanto le conseguenze più importanti sono i danni causati al sistema nervoso centrale e periferico per il cui sviluppo gli ormoni tiroidei sono indispensabili.
Un’assunzione insufficiente di iodio può causare problemi ad ogni età, ma è estremamente importante che donne in gravidanza e bambini con meno di 3 anni assumano la giusta quantità di questo elemento. Una grave carenza di iodio durante lo sviluppo del feto e del neonato porta a compromissioni irreversibili del sistema nervoso centrale con danno cerebrale permanente. Carenze di iodio minori portano in ogni caso a deficit intellettivi sia pure di minore entità.
Ma di quanto iodio abbiamo bisogno?
Un adulto o un adolescente devono assumere 150 microgrammi (mcg) al giorno di iodio, mentre una donna deve assumerne 175 mcg in gravidanza e 200 mcg durante l’allattamento, per garantire un corretto sviluppo del feto e del bambino.
Lo iodio è contenuto in diversi alimenti, anche se in quantità estremamente variabile:
- nei vegetali la sua presenza dipende dallo ricchezza di iodio nel terreno in cui vengono coltivati,
- negli alimenti di origine animale dipende dalla quantità di minerale assunto dagli animali con la loro alimentazione.
- Gli alimenti più ricchi di iodio sono i pesci di mare e i crostacei e, in misura minore, le uova e il latte.
Recenti studi hanno evidenziato che la quantità di iodio assunta normalmente con la dieta è insufficiente a soddisfare il fabbisogno giornaliero. E’ quindi indispensabile aumentare la quantità di iodio quotidiano utilizzando, all’interno di una dieta bilanciata e varia, il sale arricchito di iodio al posto del sale comune da cucina. Ogni grammo di sale iodato fornisce all’organismo 30 mcg di iodio in più; nel caso di un adulto questo corrisponde ad un quinto del fabbisogno giornaliero. E’ bene dunque sostituire nell’uso domestico il sale da cucina con il sale iodato; non vi sono infatti rischi di “overdose” in quanto, in soggetti normali, la tiroide è in grado di adattarsi naturalmente a diversi apporti di iodio.