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L’anemia da carenza di ferro
Pallore, spossatezza, vertigine sono solo alcuni dei sintomi di questa forma di anemia. Impariamo a conoscerla meglio
05/02/2010

Fondamentale per la vita di qualsiasi essere vivente, il ferro serve, nell’uomo, per trasportare l’ossigeno, per far respirare le cellule e farle moltiplicare, per la costruzione dei tessuti e degli organi, per il trasporto dell’ossigeno nel sangue. E’ un minerale importante che coinvolge come attori il fegato, l’intestino, i globuli rossi, l’emoglobina, la ferritina, la transferrina e i suoi ricettori. Insomma il ferro è un vero e proprio “pezzo da novanta” per il benessere dell’uomo.

La carenza di ferro è l’alterazione nutritiva più diffusa al mondo e colpisce sia i paesi poveri (in modo più importante) sia quelli industrializzati, sia le donne sia gli uomini, con una particolare incidenza e possibilità di degenerare in anemia nelle donne gravide e nei bambini (fra i 6 e i 20 mesi).

L’anemia è una condizione assai frequente nella popolazione anziana e la sua incidenza aumenta con l’avanzare dell’età ed è connessa il più delle volte alla carenza di ferro, all’uso di farmaci, alla presenza di una malattia cronica o di neoplasie. Può dunque essere un campanello di allarme comune a molte malattie e, proprio per questo, necessita un’indagine accurata.

Le cause dell’anemia possono essere molteplici, ma le più frequenti sono:

  • perdite di sangue causate da polipi intestinali, ferite profonde, ulcera gastroduodenali
  • malattie croniche come l’insufficienza renale, l’artrite reumatoide, tumori
  • carenza di ferro causata da una cattiva alimentazione o un difettoso assorbimento di questo minerale da parte dell’intestino o/e dello stomaco
  • alimentazione scorretta, causata da un apporto inadeguato di vitamine (B12, B3 acido folico) e minerali
  • intolleranza ad alcuni farmaci
  • intolleranza ad alcuni alimenti

Diagnosticabile con specifici esami del sangue, l’anemia causata da carenza di ferro ha, come segni principali e piuttosto comuni:

  • pallore del volto, delle labbra, del palmo delle mani, delle unghie
  • vertigini
  • senso di svenimento e spossatezza generale
  • difficoltà di concentrazione
  • sensazione di freddo
  • depressione

Una dieta variata e costante costituisce un buon punto di partenza per assumere la giusta quantità di ferro indispensabile al nostro organismo. Sono consigliabili alimenti quali:

  • fagioli e lenticchie
  • carni rosse
  • verdure a foglia verde scuro (broccoli, spinaci, coste)
  • prugne
  • fichi secchi
  • barbabietole
  • cardi

Poiché la vitamina C aiuta l’assorbimento del ferro è bene assumere, ad ogni pasto una verdura o un frutto contenente questa vitamina: agrumi, kiwi, pomodori, fragole, mirtilli, meloni, papaya.
Un altro modo per aiutare l’organismo ad assorbire il ferro è eliminare il caffè (che diminuisce l’assorbimento del ferro del 39%) e il tè (che lo abbassa del 64%) durante i pasti e fino a un’ora dopo aver finito di mangiare.

E’ importante non ricorrere in modo autonomo ad integratori contenenti ferro, ma farsi consigliare dal medico (o dal dietologo), un sovraccarico di ferro potrebbe essere dannoso, specie per il fegato.


 


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