La cosiddetta sindrome dell’intestino irritabile – chiamata una volta colite spastica – è il più frequente disturbo della funzionalità del’intestino causato da una tendenza ad irregolare contrazione dell’apparato digerente: se la muscolatura si contrae troppo compare la diarrea, se poco la stitichezza. Entrambe queste manifestazioni sono spesso associate a dolore causato da spasmi. Non si tratta di disturbi causati da anomalie fisiche, né da un disturbo ereditario, bensì da una serie di elementi di ordine psicologico e alimentare, primi fra tutti lo stress e un inadeguato stile di vita.
Generalmente i disturbi esordiscono in giovane età (in alcuni casi addirittura nella tarda adolescenza) e migliorano dai 50 anni in poi.
La sintomatologia è piuttosto variabile da persona a persona, ma in genere si riscontra:
- meteorismo
- nausea
- mal di testa
- flatulenza
- generale senso di spossatezza
- ansia
- ipocondria
- alternanza di episodi di diarrea e di stitichezza
- muco nelle feci
Esiste un importante aspetto psicologico in questo disturbo: cervello e intestino sono in grado di “comunicare” tra loro e, in alcuni particolari momenti, l’intestino reagisce alle emozioni, allo stress, ai traumi in modo esagerato o anomalo causando i disturbi sopracitati.
E’ bene dunque agire su due fronti: evitare situazioni stressanti e seguire uno stile di vita corretto che comprende un’alimentazione sana.
Esistono alcuni alimenti a rischio come:
- formaggi stagionati
- insaccati
- frutta secca
- bibite gassate
- creme
- dolci elaborati
- caffè
- alcuni tipi di frutta (frutti di bosco, kiwi, fichi, prugne fresche, uva, anguria, melone, pere, castagne)
- alcune verdure (funghi, peperoni, fave, melanzane, carciofi, asparagi)
- cereali e legumi
E’ inoltre importare mangiare in modo ordinato, cercando di evitare spuntini fra un pasto e l’altro e combinazioni alimentari poco digeribili.
Molte persone ricorrono a cure fai-da-te per curare la sintomatologia dell’intestino irritabile commettendo alcuni errori non tanto nella scelta del farmaco, quanto nell’uso prolungato di antispastici, antidiarroici e lassativi; questi – specie i lassativi – se usati troppo a lungo causano infatti assuefazione.
Un’ultima parola va detta sullo stile di vita; chi soffre di questo disturbo deve fuggire dalla sedentarietà e abituarsi a praticare uno sport, anche leggero, ma costante, giornaliero. E’ sufficiente camminare a passo sostenuto, almeno 40 minuti ogni giorno, per aiutare anche i muscoli intestinali a mantenere la loro elasticità e tonicità.